Gp Cottini

Questo sito intende presentare la personalità e le opere del filosofo Giampaolo Cottini, a partire da una selezione ragionata di articoli curati per il quotidiano “La Prealpina“.

I genitori di Paperino

Fuori del Coro | n. 44-1995

Finalmente una bella notizia nel mondo dei personaggi famosi: in America sono stati trovati i genitori di Paperino! Ebbene sì, il papero più celebre del mondo non è un orfanello sfortunato che non conosce papà e mamma, ma è figlio di Quackmore Duck (che è ovviamente il figlio di Nonna Papera) e di Hortense McDuck (sorella di Zio Paperone). A rivelarlo è una puntata della saga Life of Scrooge disegnata da Don Rosa, fumettista considerato l’erede naturale di Carl Barks, che delle storie disneyane è il vero padre, apparsa recentemente in America. La notizia interesserebbe solo gli esperti del fumetto, se non svelasse qualcosa di nuovo rispetto agli stereotipi disneyani: anche Paperino ha una storia personale, è il frutto di incontri umani (pardon tra paperi!), è radicato in una genealogia che si rifà, stando alla ricostruzione di Don Rosa, alla saga di due famiglie di pionieri che si incontrano nei territori americani del mito della nuova frontiera: la dinastia scozzese dei McDuck (e da dove poteva venire il proverbiale attaccamento al denaro di Paperone se non dal suo sangue scozzese!) e quella olandese cui appartiene Elvira Coot Duck (la saggia e parsimoniosa Nonna Papera). Tutto regolare dunque: anche Paperino, come tutti i mortali, può vantare dei legami parentali diretti e non solo ziali (anche se rimane il mistero dei suoi nipotini Qui Quo e Qua), e può “ringraziare” i cromosomi di qualcuno se il suo carattere è un po’ instabile, nevrotico, irascibile; così che da oggi siamo autorizzati a leggere in chiave psicanalitica i suoi comportamenti un po’ sconnessi.

I critici hanno poi sottolineato che tale scoperta ha introdotto una sostanziale novità nell’universo disneyano, che è – dicono alcuni – sempre così ottimista anche perché non contempla programmaticamente i rapporti parentali diretti, evitando così di innescare questioni edipiche sia nei piccoli che nei grandi, sfumando sugli aspetti conflittuali del rapporto genitori-figlio a favore della più neutrale relazione con zii e nonni. Anche se, un’inversione di tendenza si era già verificata nel lungometraggio Il Re Leone, dove i problemi tra zio e nipote sono molto acuiti dal gioco del potere, e dove il rapporto padre-figlio è segnato da un evidente senso di colpa, a testimonianza del fatto che neppure gli animali dei cartoni possono realisticamente sfuggire alle dinamiche delle relazioni fondamentali.

Infatti per quanto si voglia lasciar galoppare la fantasia nel creare un personaggio, la questione su quale sia la sua origine e la sua storia ritorna inevitabilmente fuori: chi ad esempio non era curioso di sapere, al di là dei genitori adottivi, quale fosse la vera famiglia Kriptoniana di Superman prima dell’esplosione del suo pianeta d’origine? Perché è naturale che anche il personaggio fantastico abbia le stesse caratteristiche della vicenda di ogni uomo in carne ed ossa: i suoi caratteri e la sua personalità dipendono dall’incontro concreto di un uomo e di una donna che nella generazione del figlio gli comunicano qualcosa di loro stessi, rendendolo partecipe del loro mondo e della loro tradizione.

Per questo anche Paperino deve avere dei genitori, anche se ciò contraddice l’attuale modello della società senza padri, senza madri e senza radici. Neppure lui può sfuggire alla domanda sull’origine, altrimenti perderebbe il suo volto divenendo il fantasma di sé stesso. Certamente quanto più il nesso parentale è diretto e stretto, tanto più aumenta il rischio dei conflitti (si può entrare in rotta di collisione solo con chi si ama), ma non si può mai pensare di risolverli rinunciando al padre e alla madre. Anzi, l’unica possibilità di strutturare la personalità con equilibrio è nel riconoscimento del proprio essere figli: per questo si può sperare che ora Paperino possa diventare più maturo.

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