Gp Cottini

Questo sito intende presentare la personalità e le opere del filosofo Giampaolo Cottini, a partire da una selezione ragionata di articoli curati per il quotidiano “La Prealpina“.

Buon 8 marzo a tutte

Fuori del Coro | n. 10-1996

Quest’anno la festa della donna è accompagnata dall’avvenuta approvazione da parte del Parlamento della legge sulla violenza sessuale, che, pur con obiettivi limiti soprattutto sulla questione dei rapporti sessuali tra minori, ha però aperto una nuova concezione del rapporto uomo-donna, stabilendo criteri giuridici severi per punire la violazione della femminilità. L’altra metà del cielo viene così maggiormente tutelata e protetta, mentre si registrano sempre più significativi indizi di valorizzazione dello specifico femminile nell’organizzazione sociale e sempre maggiore impegno a liberare l’immaginario collettivo dalla concezione della donna-oggetto. Al di là degli schemi rivendicativi per un’esasperata omologazione al maschile, la donna sembra oggi diventare a pieno titolo protagonista della vita sociale, oltrepassando la tradizionale gabbia delle mura domestiche, per appropriarsi responsabilmente di un ruolo attivo senza rinunciare alla propria funzione di moglie e di madre. Finita l’era del carrierismo rampante del manager in tailleur, oggi la donna scopre la non incompatibilità tra lavoro e casa, tra impegno sociale e compiti familiari, tra efficienza e femminilità.

È finita la questione femminile dunque? Forse. Ma intanto rinasce l’antico problema: meglio le bionde o le brune? Perché se è vero che Claudia Schiffer darà il suo volto per l’immagine della nuova moneta europea, un autorevole rotocalco ricorda che alla fine gli uomini scelgono le brune. “Gli uomini preferiscono le bionde, ma poi sposano le brune” dice Lo Specchio facendo eco al titolo di un vecchio film, diffondendosi in alate disquisizioni sui meccanismi dell’inconscio maschile, pronto a cercare nella bionda il senso di una leggerezza angelica quanto improbabile, e nella mora l’immagine rassicurante della mamma mediterranea.

Questo dice ironicamente che, mentre si cerca di ridare alla donna la sua dignità sociale, si finisce poi per tornare a pensarla come un “oggetto”, magari anche di sincera ammirazione da parte dell’uomo, su cui scaricare il desiderio o la paura maschile dimenticando la sua realtà concreta di persona al femminile, dotata di particolari e specifiche peculiarità.

Il problema è tutto qui: riconoscere i tratti del “genio” femminile e valorizzarne la ricchezza irripetibile. Tale genio consiste essenzialmente nella particolare capacità della donna di amare ed accogliere l’umano, come ricorda il Papa: “la donna è l’archetipo di tutto il genere umano” poiché “come genitrice e prima educatrice dell’uomo, possiede una specifica precedenza sull’uomo” per cui “Dio le affida in modo speciale l’uomo”. La femminilità è infatti una sapiente risorsa nel trattare l’umano che genera una straordinaria accoglienza ed apertura; attraverso la sua genialità intuitiva la donna sa comprendere il senso ultimo delle situazioni meglio della razionalità calcolatrice dell’uomo, inventando soluzioni inedite; c’è nella tenerezza sponsale e materna una sorgente di relazioni autentiche inimitabile che rimanda alla suprema gratuità dell’essere, così come il fascino della bellezza femminile sa creare stupore per la bontà del creato, dando gioia all’esistenza (indipendentemente dall’essere una top model).

Sono solo alcuni dei tratti del genio femminile, ma c’è da sperare che l’8 marzo diventi ogni anno l’occasione per evidenziarne altri. Per il momento alle gentili lettrici, al posto delle mimose, rivolgo insieme un complimento ed un augurio: che ciascuna di loro si senta, come diceva un filosofo, “la castellana dell’infinito”, ossia colei che custodisce il senso profondo delle cose sapendo essere il centro dello stupore della vita.

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